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    I conflitti sul luogo di lavoro sono una problematica costante e caratteristica di ogni settore e ambiente. Nessun ufficio, nessun ambito è esente da difficoltà simili. Nei gruppi di lavoro, è sempre complicato riuscire ad andare tutti d’accordo ed essere concordi su ogni idea proposta da uno dei componenti. Spesso questa amalgama di persone è fatta di componenti differenti tra loro per esperienza, retaggio culturale, competenze e tanto altro.

    I conflitti sul luogo di lavoro

    Di conseguenza, i conflitti che si vengono a creare, sono spesso basati su incomprensioni, fraintendimenti, disaccordi sul modo di affrontare una determinata problematica, una diversa visione degli obiettivi e soprattutto la voglia di primeggiare uno sull’altro.

    Due tipi di conflitti per due tipi di comunicazione

    Molte volte non è il conflitto nel suo essere, il vero problema. Spesso questo è utile per far venire a galla problemi sopiti oppure far nascere diverse prospettive da cui poter analizzare un problema da risolvere. Conflitti e competitività possono anche essere elementi di stimolo ai fini dell’aumento della produttività. Il problema diventa quindi il modo di gestire, oppure non gestire il conflitto. Proprio il modo di affrontare una determinata situazione può trasformare un conflitto da distruttivo in costruttivo.

    Conflitti e competitività

    Un conflitto di tipo distruttivo , è quello che impedisce il regolare svolgimento del lavoro e la creazione di un clima di serenità tra tutti i componenti del team di lavoro. È spesso basato su una dinamica win-lose : da un lato c’è chi vuole che le sue idee siano considerate le migliori, dall’altro c’è chi deve fare un passo indietro lasciando che siano gli altri a prendersi la scena. In questi casi si viene a creare un ambiente chiuso, nel quale parlano in pochi e ogni idea o parere che arriva da fuori è considerato come un fattore di minaccia e anche un clima di tensione, causato soprattutto da una comunicazione interpersonale basata sul giudizio e sulla valutazione reciproca, in cui sono frequenti gli attacchi personali e gli scontri basati su tematiche differenti da quelle emerse in ambito lavorativo. Ognuno tiene in maggior riguardo il proprio tornaconto piuttosto che il bene del gruppo.

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    Pino Morbiato si lancia contro un’auto che sorpassa la fila mentre i pedoni attraversano davanti alla scuola Bonetto di Cristina Salvato

    ALBIGNASEGO. Nonno vigile pronto e coraggioso, ieri mattina ha salvato padre e figlio che attraversavano la strada davanti alla scuola elementare Bonetto ad Albignasego: un giovane automobilista, superata la colonna di auto ferme a consentire l'attraversamento ai pedoni (soprattutto bambini che stavano raggiungendo l'ingresso della scuola) stava per investirne alcuni. Poteva accadere, se non fosse stato per il pronto intervento del nonno vigilie Giuseppe “Pino” Morbiato, che si è parato davanti all'auto, fermandola con le mani sul cofano. «La mia preoccupazione era che investisse il bambino che avevo dietro di me», racconta Pino. «Ho visto arrivare l'auto veloce, sorpassando tutta la fila di veicoli», aggiunge, «e mi sono immaginato che cosa sarebbe potuto accadere. Di solito quando fermo il traffico per far attraversare, inizio io a uscire in strada e tengo i bambini dietro di me; ma a volte mi superano e corrono dall'altra parte. Se fosse successo questo, il bambino sarebbe stato colpito in pieno». Il giovane manco si è fermato a chiedere scusa, anzi ha borbottato scocciato ed è ripartito sgommando. Il gesto non è passato inosservato ai genitori presenti e agli automobilisti fermi in coda, tutti ugualmente indignati.Erano le 8 e davanti alla elementare Bonetto, nel quartiere San Lorenzo, c'era il solito caotico traffico del mattino, tra le auto che devono raggiungere la città e i tanti bambini che, in compagnia dei genitori, vanno a scuola. La quale si affaccia su una via piuttosto ampia e trafficata, via XVI Marzo, a due corsie per senso di marcia divise da un'aiuola alberata. Nonno Pino ha quindi il suo bel daffare a controllare quelle che sono di fatto due strade, dove spesso i genitori in auto e anche quelli a piedi sono indisciplinati e non tengono conto delle sue indicazioni. «Sono qui in servizio da tre anni», spiega, «e lo faccio con passione, perché mi piace».

    Alle 16 suona la campanella e i bambini escono da scuola: sono 15 minuti di confusione, di piccoli e genitori che schizzano ovunque, auto che arrivano, frenano e ripartono. Con Pino che estrae la paletta, ferma le auto, si assicura che arrivino tutti sani e salvi dall'altra parte della strada. «È così davanti a tutte le scuole purtroppo», commentano alcune mamme. Una delle quali racconta infatti che suo figlio tre anni fa è stato investito davanti alla scuola media. «Fortunatamente l'auto andava piano e non si è fatto nulla». «Manca il senso civico, ecco cos'è», aggiunge un'altra mamma. «Si sa che qui c'è una scuola ed è solo questione

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